Sono spine, sono aghi sottili.
Le parole.
Lentamente, feriscono.
Piano, incidono.
Lasciano solchi crudi.
Indelebili.
Parole amare di miele.
Parole senza domani.
Inutili. Come inutili miraggi.
Viaggia il pensiero
lì dove il sole riposa.
Oltre il mare.
Oltre tutte le distanze…
L’anima, leggera, percorre gli spazi,
sospinta dal frusciare di mille ali,
alla ricerca di te.
Orgoglio e fermezza.
Passione e tenerezza.
Tuffi al cuore e farfalle nello stomaco.
Volare così in alto.
E non aver più paura di cadere.
Hic. Et nunc. Come fossimo soli
sulla terra, danzare.
Note su note, fragili e potenti,
Onde di attimi infiniti.
Ai confini di un cielo cangiante
esplode la luce.
Così bella da far paura.
C'è opacità nel cielo,
un cielo bianco ghiaccio
e azzurro stanco.
Riemerge dalle nebbie dell'eternità
l'indifferente scorrere del tempo.
E' un fiume in piena di attimi,
esistere per un istante.
La terra bagnata regala fragranze.
Le stesse di un giorno lontano di bambina
mentre la pioggia batteva piano
sui vetri della finestra
e un piccolo dito disegnava,
con la speranza dell'innocenza,
il futuro su un vetro appannato.
Lieve,
raccogliendo le sue ali,
traslucida, leggera,
si poggia su di me.
La guardo e quasi
non la riconosco.
L'avevo sempre vista
chiusa in bozzolo grigio.
La felicità.
In questo epilogo
tutto scivola.
Se mi volto indietro
solo freddo e buio
e pianto.
Riflessi di una solitudine
che invita a ripensare
tutto ciò che è stato.
Quello che è passato.
Ma la vita torna a rifiorire
e il domani avrà un volto nuovo
e grandi occhi chiari
aperti nel futuro.
Posso sentire
attraverso queste mura
ogni suono, ogni parola
l'eco di un sussurro.
Posso osservare
attraverso le finestre aperte
ogni ombra spezzata,
ogni vita.
Ma è dentro di me
che non so vedere.
E' dentro di me
che non so ascoltare.
Odore di mare sale.
Il buio dona alle onde
riflessi d'argento puro,
nel brillio di mille stelle
pioggia di mercurio vivo.
La luna risplende,
disegna arabeschi.
Notte di Quiete.
Odore di mare.
Sabbia che scotta tra le dita,
baciata dal sole
incastonato in un blocco di cielo.
Odore di mare.
Sembra ribollire tanto la schiuma la spuma rincorre.
Onde s'accavallano in un rombo di tuoni lontani.
Lampi, saette, violenta bellezza.
Grigio stemperato nel blu scuro della tempesta.
Sale verso noi
odore di mare.
Osservo, perdendomi
nella fragilità dell'infinito,
la sera che muore.
Tramonti di raggi e d'illusioni,
altalene sospese di ricordi.
Notte, m'immergo in te,
nelle tue stelle,
diamanti trapunti
nella volta del cielo.
Biliardo blu
vibrante di luce riflessa
da mille pallini
ad una biglia.
Un velo che cela,
una barriera che può svelare.
Ritrovarsi così,
tornare dove non è stato mai
notte e buio.
Polvere negli occhi.
Ma non sul cuore.