Viaggia il pensiero
lì dove il sole riposa.
Oltre il mare.
Oltre tutte le distanze…
L’anima, leggera, percorre gli spazi,
sospinta dal frusciare di mille ali,
alla ricerca di te.
Orgoglio e fermezza.
Passione e tenerezza.
Tuffi al cuore e farfalle nello stomaco.
Volare così in alto.
E non aver più paura di cadere.
Hic. Et nunc. Come fossimo soli
sulla terra, danzare.
Note su note, fragili e potenti,
Onde di attimi infiniti.
Ai confini di un cielo cangiante
esplode la luce.
Così bella da far paura.
Lieve,
raccogliendo le sue ali,
traslucida, leggera,
si poggia su di me.
La guardo e quasi
non la riconosco.
L'avevo sempre vista
chiusa in bozzolo grigio.
La felicità.
In questo epilogo
tutto scivola.
Se mi volto indietro
solo freddo e buio
e pianto.
Riflessi di una solitudine
che invita a ripensare
tutto ciò che è stato.
Quello che è passato.
Ma la vita torna a rifiorire
e il domani avrà un volto nuovo
e grandi occhi chiari
aperti nel futuro.
Un velo che cela,
una barriera che può svelare.
Ritrovarsi così,
tornare dove non è stato mai
notte e buio.
Polvere negli occhi.
Ma non sul cuore.
Nell'intreccio di nuove note,
nell'aspettare nuove parole,
oltre si spinge lo sguardo.
Dietro gli angoli di mille pensieri,
l'anima si riaccende.
Come quando il sole
d'estate tra le persiane
disegna la polvere
nell'aria.
Adesso.
Adesso che nell'antico buio
danza una nuova luce.
Adesso.
Io vivo.
Raccolta nei miei pensieri:
l'immagine di te riflessa
nel mio cuore.
Turbolenze istantanee.
In quel luogo. Così a lungo.
Ma com'è strano osservarlo adesso,
così distante da confondere i suoi limiti.
E le urla del silenzio.
Quando era vita
la lotta
di non permettere
a nessuno
di distogliere il mio sguardo.
Ma non si può combattere per sempre.
Accade così di dimenticare,
e che tutto prenda a scorrere più lento.
E più lieve.
E il silenzio sia solo
battito di cuore.
Nostalgia.
E la consapevolezza che hai ragione:
non riuscirò mai ad essere migliore.
Questo silenzio a cui non ci si abitua mai.
Questo buio nell'anima
che nessuno può comprendere.
Nessuno. All'infuori di te...
Come se fosse più facile
abbracciare
che voltare le spalle...
Chiuditi porta.
Stanche parole le ultime parole.
Breccia precisa nel buio del distacco.
Sbattiti porta.
Sarà vento, e tempesta.
E pioggia.
Chiuditi porta, senza esitare.
Non si vive per il ricordo.
Non si muore per il dolore.
Serrati porta. Sui miei rimpianti.
E' fatta di gelo quest'aria
che soffia
tra le insenature del cuore.
Lascia che corra, scivoli via.
Di vento, di lacrime
solo bruciore sulla pelle.
Siedi qui. Resta ad aspettare.
Tanto il cuore lo sa. Tu neghi.
Siedi qui.
Mentre nel vento urla un nome,
corri, scappi, ma è più forte di te.
Si può essere semplicemente perduti.
Cadi, esanime rassegnato.
Volti lo sguardo ed è la che t'aspetta.
E' stato bello avere un dolore
con cui scambiarti,
amore che vive sulle emergenze
dell'anima soffiata via da questa aria di neve.
Novembre.
Dolci le parole nell'oblio dei giorni.
Nei chiusi cassetti, i ricordi.
A volte riemergono,
musica, un nome, pensieri.
A volte cercati ed osservati,
con cautela e curiosità,
come quando si aspetta
che una ferita sia già cicatrice.
Sempre più spesso molesti.
Vertigini della mente.
Troppo hai giocato.
Troppo a lungo.
Con parole troppo vuote.
Rialzo il capo.
Sollievo all'anima,
nell'aria si spande l'odore dell'inverno
nell'aroma dei camini accesi.
Il vento agita rami ormai nudi,
le ombre si disegnano
più sfumate e più brevi.
Novembre...